Formazioni partigiane armaate

Capitolo VII

Romita, Ministro degli Interni, si serve di formazioni partigiane armate

Frattanto, il ministro degli Interni del Regno d'Italia, Giuseppe Romita, tramava con le forze partigiane antimonarchiche. In una intervista concessa al giornale socialista Sempre avanti ! , nel novembre 1947, il Romita si vanta: " Nel maggio 1946 (cioè pochi giorni prima del referendum) io mi recai ad Alessandria ed a Genova per tenere una conferenza. Ma devo confessare ora di avere compiuto quel viaggio soprattutto e realmente per un motivo di cui pochissime persone furono a conoscenza allora. Il pretesto della conferenza doveva consentire al mio viaggio verso il nord di svolgersi senza suscitare sospetti. Il fatto è che io avevo bisogno di conferire con il compagno Battisti, comandante per il Piemonte della brigata Matteotti e con altri comandanti partigiani. Chiesi loro l'affidamento che qualunque cosa fosse accaduta essi non si sarebbero mossi;... avrebbero mantenuto intatte le loro forze per affluire là dove io avessi disposto, non appena giunto il mio ordine... " (1).

Il racconto non ha bisogno di commenti. Spiega bene con quale mentalità e con quali propositi il ministro degli Interni preparava il referendum istituzionale e c'è l'ammissione esplicita del Romita dell'esistenza di brigate e di comandanti partigiani.
E Barzini : " ... le sole bande armate esistenti erano comuniste, in quell'anno... " (2).

E più oltre: " Il paese era in rovina, senza comunicazioni, senza forze dell'ordine sufficienti, senza servizi essenziali. L'osservanza della legge era precaria" (3).

Note
1 Cavicchioli, op. cit., pagg. 20 e 21.
2 Barzini, artt. cit., ivi, 5 gennaio 1960.
3 Barzini, artt. cit., ivi, 7 gennaio 1960.